Le isole: conosciamole

Isole Tremiti: San Nicola – San Domino – Capraia –  Cretaccio – Pianosa

Le Isole Tremiti sono un arcipelago del mare Adriatico a 22km a nord del promontorio del Gargano. Fanno parte del comune di Foggia e contano 489 abitanti (aggiornato dall’ISTAT al 01/01/2017). Il comune fa parte del Parco Nazionale del Gargano e dal 1989 una porzione del suo territorio costituisce la Riserva naturale marina Isole Tremiti: uno degli habitat naturali più belli dell’intero Mediterraneo. Le isole che costituiscono questo arcipelago sono:

  • San Nicola,  sede del comune, dove si trovano i principali monumenti dell’arcipelago.
  • San Domino, la più grande delle isole e la più abitata, sulla quale sono presenti le principali strutture turistiche.
  • Capraia (detta anche Caprara o Capperaia), è la seconda per grandezza ed è disabitata.
  • Cretaccio, un grande scoglio composto principalmente di argilla, a breve distanza sia da San Nicola che da San Domino.
  • Pianosa, è per superficie la quarta isola dell’arcipelago tremitese, ovvero la più piccola escludendo il Cretaccio. Completamente disabitata, rientra amministrativamente nel Comune delle Isole Tremiti.

Ma scopriamole insieme……

San Domino: è l’isola più grande ed è anche quella che ospita la maggior parte delle attività ricettive: gli hotel, i villaggi e le discoteche le troverete solo a San Domino. E’ grande circa 3,5 km di larghezza per 5 km circa di lunghezza. L’isola è circondata da una folta pineta che degrada lentamente verso il mare, lungo una miriade di calette meravigliose raggiungibili a piedi. Navigando lungo la costa di San Domino troverete le 3 famose grotte delle Tremiti: le Viole, le Rondinelle e la grotta del Bue Marino, mentre camminando a piedi nella pineta giungerete al Colle dell’Eremita da dove potrete godere di un panorama meraviglioso sull’arcipelago. Altra attrazione importante dell’isola sono le Berte Maggiori, qui chiamate Diomedee, uccelli tipici dell’arcipelago, le quali nelle notti senza luna accoppiandosi, piangono, emettendo un verso simile a quello di un neonato. Sono udibili dalla Punta Secca o in località del Faro. Su San Domino vi sono alcune spiaggie di sabbia, la Cala delle Arene, situata vicino al porticciuolo, oltre ai Pagliai che è una piccola spiaggia di ciottoli e sabbia mista e Cala Matano, altra piccola spiaggia di sabbia raggiungibile comodamente dal paese.

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San Nicola: è il centro storico e amministrativo dell’arcipelago.
Si sviluppa su una superficie di 42 ha, ha una lunghezza di 1600 metri, una larghezza di 450 mt. e un altezza massima di 75 metri. Mentre a San Domino spetta il titolo di più bella per gli aspetti paesaggistici, S. Nicola è sicuramente la più interessante per i resti monumentali, testimonianza della storia delle isole: torri, fortificazioni imponenti, muraglie, ridotti, chiese e chiostri di una fortezza-abbazia, Santa Maria a Mare, nella quale si alternarono i Benedettini cassinesi, dal IX secolo, i Cistercensi, dal 1237 al 1313, ed i canonici Lateranensi, dal 1413 sino alla fine del Cinquecento. La forma dell’isola risulta allungata, con una costa frastagliata, difesa da grossi scogli e pareti a picco sul mare. Nella parte Ovest dell’isola troviamo torri, castelli e le antiche mura di cinta. Questo versante è il meno scosceso, calando in maniera piuttosto dolce verso una spiaggetta arenosa, dove c’è la Marina, con annesso porticciolo. Dal porticciolo si può salire verso l’abitato prendendo l’unica porta di ingresso, salendo attraverso una rampa tra il monte ed una feritoia, usata dai monaci per scrutare il mare.  Attualmente a San Nicola sono presenti due B&B, qualche ristorante – pizzeria, diversi bar e numerosi miniappartamenti in affitto. Oltre che, come tutte le Tremiti, un meraviglioso paesaggio, San Nicola offre monumenti che il turista deve assolutamente visitare, tra i quali citiamo per importanza:

  • Torrione del Cavaliere de Crocifisso;
  • Il Castello dei Badiali;
  • Abbazia S. Maria

Da un punto di vista paesaggistico-naturalistico, a destra del moletto, è possibile ammirare la Grotta di San Michele, il cui fronte sembra raffigurare un teschio. La grotta è molto famosa anche per il colore delle acque al suo fianco: azzurro-turchesi fosforescenti.
Più in là ci sono gli Scogli Segati, un enorme masso dirupato dall’ isola e spaccatosi nella caduta perfettamente in due, come segato da mani esperte.

Capraia: l’isola di Capraia (o Caprara o Capperaia) è la seconda per estensione dell’arcipelago delle Tremiti: si sviluppa su una superficie complessiva di circa 45 ha, per una lunghezza di 1.600 metri, una larghezza di 610 mt. e con uno sviluppo costiero di 4.700 metri. Capraia è disabitata e prevalentemente rocciosa, con rada vegetazione e macchia di lentisco e capperi  da cui deriva il suo nome. La parte di costa rivolta verso nord è alta, mentre il versante sud degrada dolcemente verso il mare. All’estremità nord-est si protende la sottile penisola di Punta Secca sul cui istmo sorge il famoso faro. Sulla costa ovest si trovano due suggestive cale, la Cala Sorrentina , la Cala dei Turchi, dove si rifugiarono le galee ottomane nell’assalto che fecero nell’agosto del 1567, Cala Pietre di Fucile.
Lungo la costa, caratterizzata da rocce granitiche dai colori più variegati, si incontrano caratteristici archi in roccia, detti “architielli”.

Cretaccio: l’isolotto del Cretaccio, di natura argillosa e privo di vegetazione, è posto tra San Domino e San Nicola. In particolare dista 300 mt. da S. Nicola, 200 metri da S. Domino e da Capraia 900 mt. Una profonda insenatura aperta verso nord lo spezza quasi in due tronconi.  Più che la minore delle Isole Tremiti, è considerato il maggiore degli scogli dell’arcipelago, che a causa della corrosione incessante degli agenti atmosferici ridurrà la propria estensione nel corso dei secoli fino a scomparire. Si estende su una superficie complessiva di 3.5 ha, ha una lunghezza di 400 mt. ed una larghezza di circa 200 metri. La costa ha un perimetro di circa 1300 mt., mentre l’altezza massima sul livello del mare è di 30 metri. Sulla costa sud si può vedere ciò che resta del molo benedettino. La leggenda la vuole popolata di fantasmi. Si narra infatti che qui venne giustiziato un detenuto, il cui fantasma lo popola durante le notti tempestose, reggendo tra le mani la sua testa decapitata. Ad arrichirne il “brivido” contribuisce il vicino scoglio La Vecchia, di colore nero cupo, proprietà di una vecchia strega. Ma in fondo dovrebbero trattarsi di semplici credenze …

Pianosa: distante una ventina di chilometri dalle altre 4 isole costituenti l’arcipelago, deriva il suo nome dalla struttura pianeggiante. Ha una superficie di circa 11 ettari, con uno sviluppo costiero di circa 1.3 km., è lunga 700 metri e larga 250, con un’altezza di 15 mt. sul livello del mare. La limpidezza cristallina delle acque, il canto dei gabbiani che si infrange contro il suggestivo vocio del mare, fanno risvegliare nell’uomo la sensazione di essere parte della natura. L’isola, priva della caratteristica macchia mediterranea che ricopre le Tremiti ed il Gargano, è del tutto disabitata e ricoperta da una pietraia dovuta all’essiccazione. Dal 1989 Pianosa è riserva naturale totale. Divieto di approdo e di navigazione entro i 500 mt., divieto assoluto di pesca e divieto di immersioni a meno che non accompagnati da guide subacquee autorizzate. L’isola quindi, soprattutto per i suoi fondali, riveste un’importanza strategica per la conservazione delle risorse marine, creando infatti un’area di estremo valore per numerosissime comunità di specie ittiche che qui, in uno dei pochi ambienti ancora incontaminati, trovano le condizioni adatte per alimentarsi e, soprattutto, per riprodursi.